"Il colore del verde" nell'Eden della scrittura

 

“Il colore del verde” nell’Eden della scrittura

di Camillo Bacchini

 

I versi di Anna Maria Dadomo, da Franco Maria ricci “vestiti di un chiaro blu carta da zucchero” in un volume che soltanto la sua mano di inarrivabile Editore del Bello poteva concepire così finemente sobrio ed elegante ad un tempo, vanno a costituire ­ – pagina dopo pagina fluendo come una tranquilla sorgente di sangue tiepido – un diario intimo di disperata bellezza. La poesia di Anna, qui raccolte sotto il titolo di Il colore del verde sono incorniciate da un dialogo a distanza, e pur intimamente fraterno, costituito dalle pagine introduttive dell’Editore e da quelle, conclusive, da lei.

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ANNA MARIA DADOMO: INCANTO DI QUOTIDIANA BELLEZZA

recensione di Marzio Dall'acqua al libro  Il profumo di ieri 

Il profumo di ieri un nuovo libro di Anna Maria Dadomo: come sempre è una gioia, una ghiottoneria che già alletta il gusto del lettore buongustaio, che ama la bella scrittura, l'italiano elegante, la chiarezza  espositiva e l'evocazione di scene  e mondi che appartengono insieme all'esperienza comune ed hanno la lievità di fibrillazioni dell'anima, perchè l'autrice riesce a suonare tutte le corde del cuore, pur raccontando eventi quyotidiani, apparente,mente spesso fatti di niente senon di emozioni vibrate come note in sospensione.

Edito dalle Grafiche Step editore, un libro corposo, ma leggero a sostenere con la mano, elegante ma semplice, fitto di racconti ( occorrono quasi quattro pagine nell'indice finale per elencarli) eppure consequenziale come un romanzo. E ben si adatta  - sintesi visiva e guida per il lettore - l'immagine scelta da Franco Maria Ricci e Laura Casalis in copertina di un colibrì fremente d'ali aguzze che vibrano sopra il suo minuto corpo che si slancia ad assaporare il cuore di un caldo fiore d'ibisco dai petali barocchi, sensuale come un sesso in amore, maturo e cedevole. Nel biglietto di accompagnamento Anna Maria mi ha scritto:"Il lettore-colibrì si tufferà più volte nel testo-corolla dell' l'hibiscus -racconti, buon per lui".

Proprio perché i racconti, tutti di una misura garbata, sono leggibili come sfogliare i tarocchi smazzando con tempi e modi diversi: non si impongono, ma si adattano alla nostra giornata ed ai nostri umori. E questo è già un piacere da assaporare e gustare con anticipata voglia, perché ogni racconto è un incontro con Anna Maria Dadomo, ma soprattutto un'avventura ed un viaggio nel suo mondo fatto in  apparenza di paesaggi minimali , ma narrati con l'anima e il corpo. C'è sempre in questi racconti una forte fisicità che diventa incontro e fusione( ma anche talora scontro) con la natura. Una natura raccontata con la lucida e appassionata adesione della pittura gotica fiamminga a rappresentare ogni minimo particolare del reale che ci circonda, con il rigore del miniaturista, ignorando la differenza tra universo e microcosmo, tra grande e piccolo, perché tutto diventa grande nel momento che lo"vivo", per cui questi sono racconti vitali e vitalistici, dove seduzione, più che erotismo esplicito, affascinando e avvolgendo il lettore sono insieme una chiave interpretativa. Il lettore de La Gazzetta di Parma  inoltre rileggerà con piacere alcuni di questi racconti che aveva a suo tempo incontrato sulle pagine domenicali del quotidiano, dal 2000 in poi.

Mi bastaleggere alcuni racconti per ritrovare forte e vivida l'impressione che ho avuto quando sono stato a Peredelkino, a venticinque chilometri da Mosca, dove era un villaggio di scrittori voluto da Gorky, dove visse e abitò Boris Basternak. Qui scrisse il suo unico romanzo Il dottor Zivago. Nel 1990 fu anche set del film La casa Russia di Fred Schepisi, dala romanzo di John le Carrè, con Sean Connery e Michelle Pfeiffer.Vedendo il piccolo lago, le modeste alture intorno, tra cui quella dove il poeta è sepolto con la figlia, la sua dacia, ora museo, la bella ampia finestra ed i boschi di betulle l'incanto che si subisce è la scoperta che l'immenso paesaggio che ci avvolge in ogni passo del romanzo, con spazi che sembrano incommensurabili come la Russia, in realtà è tutto qui, in questi minimi chilometri quadrati, che stanno tutti distesi come un presepe davanti ai nostri occhi. Ecco, Anna Maria Dadomo, come Pasternak, ha dilatato un piccolo mondo di un giardino inselvatichito, di una villa abbandonata, di campi strozzati dalla periferia e di Appennini azzurri all'orizzonte, in ujh universo, facendone un cosmo sempre diverso, soprendente.Il segreto è che,come Pasternak, anche lei è poeta, che distilla le parole, le riduce a gemme preziose che devono rifulgere per un pensiero, per una emozione che diventino comprensibili ed elegante comunicazione, che seducono il lettore facendolo sentire solidale e partecipe di ciò che accadrà nelle righe successive. Così la fatica delle infinite "varianti" dello scrivere e riscrivere, nel tempo e attraverso il tempo, diventa leggerezza e melodia. Questa natura di poeta la fa apparire un "pifferaio" che trasforma il ritmo della frase in musica, in piacere dell'orecchio e dell'occhio insieme.La scrittrice inoltre  si mette a fianco del lettore, non di fronte, poiché spesso usa la terza persona, parla di sè (forse) ma narra di un'altra, in un gioco di specchi affascinante.

È profondamente vero quello che scrive Davide Barilli nella prefazione:« Si tratta di una narrativa che nel frammento trova le proprie ragioni per aprirsi al mistero facendosi in qualche modo - forte della propria cifra icastica - essa stessa misteriosa ed insondabile, come insondabili sono l'animo umano e le sue profondità».

Marzio Dall'Acqua

ANNA MARIA DADOMO Il profumo di ieri

Grafiche Step editore, Parma 2019, € 18 

recensione apparsa (decurtata) in Gazzetta di Parma , sez. CULTURA, martedì 26 marzo 2019